EmmeBi [un blog leggero] |
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Il blog di Michele Boroni
News prese in rete, personalissime recensioni, riflessioni fuori dalle righe ispirate all'attualità. Trattate con leggerezza, se possibile. Se vi va scrivetemi emmebi(at)gmail.com Oppure contattatemi via skype:emmebi68 gtalk: emmebi Who is EMmeBI: Talvolta provo a twitterare qui: CONSIGLI A LAPO e altre storie (la raccolta degli articoli) LE CANZONI ESTRATTE DALLA TOP 15 DEL 2008 SU EmmeBi//RadioBlog My FEED by Atom Like/Dislike:1-2-3-4 My 31 songs Intervista doppia Intervista singola I concerti che ho amato BLOGROLL Camillo Wittgenstein Akille MacchiaNera GiovaniTromboni FreddyNietzsche Weekendance Tumblrobba Non Era Niente GiudaMaccaBlog Inkiostro Miic SuzukiMaruti NonSiScherza+ ComincioLunedì GiorgioValletta ManteBlog Copiascolla MOD Blog MondoOltro Squonk Gokachu ...ma sono vivo… I-I blog Polaroid Smeerch Mae MiniMarketing Leibniz Danton Severine Quarky Far finta di.. SasakiFujika FalsoIdillo ViolettaBellocchio MediaTrek STUS MicroBlogGiallo Indiessolvenza Tom BicchiereMezzoVuoto SelvaggiaLucarelli Batt. ricaric. Extensions: EmmeBiReview EmmeBiEditing EmmeBiAttached OMD BLOG
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novembre 29, 2007
Hells bells
L'inferno dantesco o quello siciliano? Cosa preferiranno vedere gli italiani questa sera in tv ? Inviate un sms al numero 349....... scusate ma veniva proprio bene. (A parte gli scherzi, ma c'è davvero chi risponde a questi appelli, spendendo anche degli euri?) Per i più masochisti c'è anche l'inferno santoriano. Update: La gara degli ascolti è stata ovviamente vinta da Benigni, ma anche la fiction di Canale 5 ha retto bene. E' chiaro che Benigni, in anni in cui il cinema non gli ha dato grandi soddisfazioni, ha trovato in Dante l'America. Per carità, la sua lectio dantis è coinvolgente e, a tratti, perfino sublime, ma le battute su politici e attualità - quelle che vengono riportate oggi sui giornali - sono piuttosto banalotte e in qualche caso anche già sentite.
Quando la satira arriva prima
Le marce indietro e le inversioni a U compiute da Berlusconi in questi ultimi giorni non mi stupiscono più di tanto. In fondo è pur sempre La Casa Delle Libertà (brigitte bardot..bardot...) novembre 28, 2007
novembre 27, 2007
La qualità ti fa male, lo so
Trovo assolutamente grottesca - in linea con le sue ultime esternazioni, peraltro - l'uscita di Mastella di cancellare l'ultima puntata della serie tv "Il capo dei capi". Secondo il ministro, che ovviamente non ha visto nessuno dei cinque episodi andati in onda su Canale 5, la serie inneggerebbe a Riina. A differenza della media delle fiction italiane, "Il capo dei capi" è scritta, recitata e diretta benissimo e fotografa in modo piuttosto veritiero e in tutta la sua complessità la storia mafiosa di questi ultimi decenni. Certo, Mastella avrebbe preferito i soliti stereotipi - quelli consolatori, facili da leggere e da interpretare - a cui certe fiction del passato ci hanno abituato. Ma stavolta casca male. Oggi Michele Serra su Repubblica (qui in pdf) spiega molto bene questo concetto.
Oh, ma ti 'eti un poino?!
In Spagna la suoneria del telefonino più scaricata in questi giorni è la frase "Por que no te callas?" pronunciata dal Re Juan Carlos e rivolta al presidente venezuelano Chavez durante il recente summit in Cile. La suoneria è stata scaricata a pagamento da oltre mezzo milione di spagnoli e, in meno di una settimana, ha generato un mini business di oltre 2 milioni di euro. Qui il video della scena.
E' la stampa, bellezza
La Tosinvest Editoria, il gruppo che controlla già Libero e Il Riformista, è vicina all'acquisto dell'Unità. Niente di male, se non per il fatto che il consigliere d'amministrazione del gruppo è Vittorio Feltri. Tutta la raccolta pubblicitaria dei giornali controllati dal gruppo è gestita dalla Adv, società che appartiene al 50% a Daniela Santanchè, oggi nel La Destra di Storace. Quindi c'è il rischio che l'Unità dipenda dalle decisioni di Feltri e venga "finanziata" dalla portavoce del nuovo partito della destra dura e pura. Un bel cortocircuito, non c'è che dire. ItaliaOggi (solo per abbonamento) novembre 26, 2007
![]() Music was my first love Qualche lettore, tra quelli più fedeli a questo blogghetto, mi ha scritto chiedendomi come mai non aggiorno più la colonnina della playlist qui a sinistra. La risposta è semplice: ascolto sempre meno musica, e non mi interesso più alle nuove uscite. Le motivazioni, invece, sono più difficili da interpretare. Perfino da me. Boh, magari il discorso è vecchio e sentito mille volte, ma mai come in questi mesi sento la mancanza di un mio "spazio" dedicato all'ascolto della musica. Ce ne sono stati tanti nel corso della vita. In ordine cronologico: il salotto dei miei (in orari rigidissimi), la cameretta (con orari assai più flessibili; ora che ci penso, lo stereo in camera fu una delle mie conquiste più sudate), l'automobile, una poltrona con annesso mini hi-fi che ha girato in tutte le varie case dove ho abitato e, per un certo periodo, perfino il letto. Poi, per forza di cose, il luogo della musica è diventata la scrivania e il pc. Per un bel po' di tempo è andata bene. In fondo della qualità del suono me ne è sempre fregato poco. Mi divertiva invece l'all-in-one, il multitasking e l'immaterialità dei file. La musica in cuffia, invece, l'ho sempre sopportata poco (e questo vi può far capire i miei problemi con la contemporaneità). Solo adesso mi rendo conto che, certo, le canzoni erano fantastiche, ma ancora di più lo erano il tempo e lo spazio ritagliato e dedicato all'ascolto. Ora finalmente capisco quando nei film dicono "non ero innamorato di lui/lei, ero innamorato dell'idea dell'amore". E' una roba così. E certamente le cover dei dischi, le note di copertina e la "confusione materica" aiutavano parecchio. Tutti questi bei pensierini a bischero me li ha fatti venire questa campagna francese dell'Universal (cliccate sulla foto per vederla meglio; qui trovate tante altre combinazioni). Una volta io e Marchino facemmo una cosa del genere mettendo insieme un disco di Dalla, uno di Clapton, Sticky Fingers degli Stones e il greatest hits di Rick James. Messaggio diretto a quelli che mi hanno scritto: tranquilli, poi mi passa. novembre 22, 2007
Santa Bona
Le hostess belle, bionde e con gli occhi azzurri sono ormai un retaggio del passato. Quelle di oggi sono, nella maggior parte dei casi, dei mascheroni neanche troppo piacenti. Ma i santi protettoririmangono fedeli alle tradizioni. novembre 21, 2007
novembre 20, 2007
Prima Repubblica 2.0
Così oggi conclude Giuliano Ferrara il suo editoriale sul futuro prossimo della politica italiana. L’ironia della storia è buffa e anche spietata: si sta ricostruendo nella sostanza la Prima Repubblica, e si sta smantellando il bipolarismo composito e fazioso della lunga transizione, mentre le querce e le margherite e le forze italie si trasformano ribattezzandosi come partiti, ma il tutto avviene nel segno dell’appello al popolo e alla democrazia dei cittadini, tra primarie e gazebo che tagliano la testa alle vecchie nomenclature delle tessere e degli apparati. Quanto all’alternanza alla guida dello stato e al famoso diritto elettorale di scegliere il governo nelle urne, li salvi chi può.
Capi stronzi vs leader riflessivi
Due libri che affrontano il tema della leadership in modo completamente diverso. IlFoglio - EmmeBiAttached novembre 19, 2007
Emo-Tech
Sono sempre stato piuttosto pragmatico in campo hi-tech, e per questo ho scelto ogni volta di acquistare i banali ma efficienti pc. D’altra parte però ho sempre guardato con curiosità e ammirazione ciò che faceva Apple e, in particolare, la capacità di aver inserito nel freddo mondo della tecnologia dei concetti come emozione, bellezza e semplicità. Credo che Antonio Dini sia, in Italia, il giornalista più preparato sulle politiche dell’azienda di Cupertino. E infatti ci ha scritto un libro, Emozione Apple, con blog annesso.
Le voglio tutte
C'è questo sito che vende le t-shirt dei luoghi di fantasia in cui sono ambientati celebri film: dall'Overlook Hotel di Shining alla Amity Island del Lo Squalo. Ma i più citati sono quelli creati dai fratelli Cohen. novembre 17, 2007
L'ennesima guerra dei formati
Ho cercato di capire qualcosa sul futuro del Blu-ray e hd-dvd, ovvero i nuovi formati post-dvd nell'era dell'alta definizione. Ma il mercato non ne sente la necessità, per il momento. Style magazine - EmmeBiAttached novembre 16, 2007
E' protetto da scudi termici
Titolo di Rai News 24 "Polacco ucciso dalla polizia canadese con una pistola laser". La pistola era probabilmente di produzione giapponese.
Minority Press Release
La rassegna stampa mattutina di SkyTg24 utilizza un tavolo digitale multitouch tipo Microsoft Surface per visualizzare le prime pagine dei giornali. novembre 15, 2007
Serial killer
Non c'è niente da fare, la tv italiana (Mediaset e Rai) si merita la fiction di Rino Gaetano. Perfino una serie di gran successo come Dr. House viene violentata e ridicolizzata. Ieri sera il primo episodio era uno di quelli chiave, cioè quello in cui House rimane solo a causa dei licenziamenti e dimissioni a catena dei suoi assistenti (con gran finale di "Good Man" cantata da Josh Ritter). Era l'ultima puntata della terza stagione. Nelle serie funziona così, l'ultimo episodio contiene quello che in gergo si chiama cliffhanger, cioè la trovata che chiude la stagione e che ti fa rimanere col fiato sospeso fino all'inizio della prossima. Invece quei furboni (leggi: incompetenti) di Canale 5 hanno messo come secondo episodio una banale replica dove tutta la squadra al completo era a lavoro. E poi ti chiedono perché guardi le serie in originale su internet. novembre 14, 2007
![]() Caroselli & Discount Ieri ho visto il dvd di Carosello, in allegato a Repubblica. Al di là delle madeleine e delle retoriche fabiofaziesche, i “Caroselli” nella loro ingenuità e leggerezza, nella loro inefficacia - secondo il linguaggio pubblicitario odierno - ma anche profonda auto ironia, rimangono un pezzo di grande cultura italiana. E’ già la seconda o terza volta che mi succede, ma dopo aver visto i Caroselli, è forte la voglia di andare nel luogo che oggi più si avvicina a quell’estetica, ovvero al discount. Lo so che l’accostamento è azzardato, ma quei colori, quei marchi di fantasia ideati nel corso di una riunione di un’oretta, senza tanti focus group, mappe semiotiche e guru del marketing e quelle poche essenziali informazioni a me ricordano le lunghe pubblicità della prima rete rai dopo il telegiornale. Per spiegarmi ancora meglio, ecco l’ausilio di una foto. Carta igienica “Gran Finale”, trovata e acquistata al Penny Market. novembre 13, 2007
The following takes place during the strike
Io ci ho provato a non essere troppo esterofilo (filoamericano, per giunta), quanto meno su un argomento leggero come quello dell'intrattenimento. Così ho visto la fiction su Rino Gaetano. Son tornato più esterofilo di prima, e quindi continuo a cercare del tempo libero per potermi vedere le mie 4-5 serie dalle tv USA. Ora però, con lo sciopero degli sceneggiatori, le cose si stanno complicando. Qui trovate una mappa delle serie e dei tv shows usa a seguito di questi scioperi. Inkiostro ipotizza lo scenario in cui gli scioperi continuino per un lungo tempo e gli abili sceneggiatori e soggettisti vengano sostituiti da crumiri meno abili, ma che forse possono cambiare definitivamente il corso delle serie. Sostiene Inkiostro "Però, pensateci. Magari sarà la volta che di Lost capiamo davvero qualcosa, oppure che il Dr. House incontra un caso semplice, che Heroes oltre alle trame inizia a copiare dagli X-men anche i dialoghi e i personaggi, e che di fianco alle Desperate Housewives si trasferisce un nuovo vicino senza orribili segreti nel suo passato. Per una volta. non sarebbe quasi liberatorio?"
CalcioFerroeFuoco
Non c’è molto da dire su ciò che è accaduto domenica. Anzi, i media hanno detto fin troppo - e taciuto a lungo, quando c’era bisogno di informazione - con l’unico scopo di attirare audience e aumentare gli ascolti. Ormai questo è un dato di fatto, mica ci si deve scandalizzare. Ma il TGUno di ieri sera ha toccato il fondo, bullandosi del record assoluto d’ascolti ottenuto nella domenica “CalcioFerro&Fuoco“ (ecco, mancava il titolo-etichetta), sbaragliando la concorrenza. Guardate qui, al minuto 16’ 30’’. Che schifo. (grazie a M-O-D per la dritta)
Jay-Z
Shawn "Jay-Z" Carter espande sempre più il suo business oltre la musica. Un club a Las Vegas, la quota nella squadra NBA dei New Jersey Nets che l'ha portato a fare un'offerta finanziaria per trasformare il Continental Airlines Arena (il palazzetto dove giocano i Jets) in Rocawear Arena, (nome della sua società di abbigliamento sportivo), il posto nel consiglio di amministrazione di Budweiser, le quote azionarie di General Motors e Hewlett Packard... Insomma, per il 37enne musicista e produttore discografico di Brooklyn si rafforza il giudizio di Forbes che l'ha incoronato, anche per il ruolo di presidente delle etichette Def Jam e Roc-A- Fella Records, al primo posto tra i rapper più ricchi al mondo, con un patrimonio valutato in circa 340 milioni di dollari. Vinti una mezza dozzina di Grammy Award, nel 2007 ha prodotto i nuovi album di Rihanna e Beyonce e ha sfornato un singolo di successo, 30 something, tratto dal recente cd Kingdom Come. DdiRep
Pet Shop Boys
Con il loro pop leggero riescono anche ad affrontare tematiche complesse, come il diritto alla privacy, con un approccio artistico. Il loro ultimo video INTEGRAL è stato anche tradotto in codice QR , quel codice a barre molto usato in Giappone e al centro di un dibattito nel Regno Unito, che sintetizza dati e informazioni e che può essere letto da cellulari. Informatica a parte, il 2007 è stato per loro un anno di rilancio, con il gran tour mondiale appena concluso a Dublino e con un cd dvd celebrativo, Pet Shop Boys.Cubism in concert. DdiRep novembre 12, 2007
Il Sorpasso
Per quanto possano valere le indagini Audiradio (ho cognizione di causa, essendo stato per ben due volte uno degli intervistati), c'è da segnalare che RTL 102,5 nel quinto ciclo delle rilevazioni 2007, è diventata la radio più seguita in Italia, superando nei dati del "giorno medio" Radio Deejay (5.528.000 di RTL verso 5.319.000 di Deejay). novembre 10, 2007
Advertising Space /16 - Nomen Omen
E anche quest'anno, puntuale come l'influenza, è uscito il libro del Guinness dei Primati, gioia per tutte le redazione dei tg e programmi radio in crisi d'argomenti. Siccome la banalità è una merce che si vende molto bene senza troppi sforzi, anche in pubblicità l'argomento "primato bizzarro" è assai sfruttato. A quanto mi ricordo la birra Guinness ha sempre realizzato delle belle campagne, molto ironiche, giocando sui temi del maschio rude, della tradizione celtica e del gusto forte della birra. Peraltro vincendo importanti premi, se non mi sbaglio. Anche loro - nomen omen, appunto - si sono piegati al facile gioco di parole e hanno realizzato un spottone da primato (intitolato "Tipping point", furboni) costato 15 milioni di euro, con lo stesso regista delle palle Bravia (della serie "come sminuire uno spot - quello sì, geniale - per essere sintetici") Il nuovo spot della Guinness è la solita vecchia roba da fenomeni del domino più lungo e variegato del mondo, che in questo caso termina con un bicchierone di birra scura. Divertente, sì... ma che palle. novembre 09, 2007
Doug is now here
Appunti per il dopo massacro in Hey Nostradamus, il libro di Douglas Coupland appena uscito in Italia. Tutto ha inizio con la strage in un college. IlFoglio - EmmeBiAttached novembre 07, 2007
Del sentirsi vecchio, inadeguato e del non riuscire a capire
L'ultima volta che mi recai al Lucca Comics andavo ancora a scuola. Sarà stato più o meno il 1986, complice una mia passione per i supereroi Marvel e la malriposta ambizione di farmi una seria collezione di fumetti. Allora Lucca Comics era una mostra-mercato del fumetto, costituita per il 70% da collezionisti con la barba che esponevano la loro mercanzia, sempre piuttosto polverosa, formata da albi rari e collezioni complete. Il resto erano le novità, quasi sempre di fantascienza, parecchia roba underground usa, più la solita rassegna su Manara, Pratt, Crepax, i disegnatori di Topolino o qualche altro misconosciuto e bravo vignettista italiano. Allora stavano timidamente facendo capolino i primi manga giapponesi. La gente che c'andava era per lo più composta da collezionisti con la barba, un po' di ragazzini flippati e lucchesi curiosi. Il 90% era di sesso maschile. L'atteggiamento era appassionato ma, come dire, distaccato. Ci sono tornato quest'anno insieme alla persona corta. Da qualche anno la mostra ha cambiato ragione sociale, ora si chiama Lucca Comics & Games. E lo scenario è completamente cambiato. Innanzitutto i luoghi: in passato il tutto era concentrato in un'unica location (nell'86 era il palazzetto dello sport, se non sbaglio), oggi invece ci sono vari padiglioni sparsi in tutta la città, dentro e fuori le mura. E' cambiato l'oggetto: nel fumetto, il manga e l'anime la fanno da padrone, più un miliardo di generi e sottogeneri che partono dall'underground e dall'horror (scusate, magari questi generi sono ben codificati, ma non sono più esperto e di certo il casino di domenica non era il luogo ideale per chiedere delucidazioni). Nei giochi, invece, impazzano le cards e vari giochi (da tavolo, di ruolo, videogames, di strategie) con temi di battaglie medievale, draghi o battaglie spaziali. Ma, sopratutto, è cambiato il pubblico, cioè l'"appassionato di fumetti" oggi. Se prima l'atteggiamento era distaccato (del tipo, mi leggo il fumetto, durante la lettura mi immergo nella storia, poi, finita la lettura, magari ci penso e fantastico un po' su, dopo di che torno alla vita di tutti i giorni), oggi invece la narrazione del fumetto è vissuta profondamente. Per dire, su 100 persone 70 erano travestiti dai loro character preferiti: spietati killer grondanti di sangue, collegiali che sembravano uscite da un romanzo della Santacroce, improbabili poliziotti, pallidi cecchini di nero vestiti, e poi mille tipi di samurai e guerrieri ninja, personaggi di star trek, star wars e di altre serie di sf. Per non parlare poi del mondo fantasy e medievale: guerrieri, stregoni, maghi, legionari e altri strani tipi. Intorno alle mura si organizzavano dei serissimi combattimenti con spade, scimitarre e grandi martelli. E vi assicuro che la vicinanza con la notte di Hallowen era puramente casuale. Direte, vabbé, sò ragazzi...! Macché, c'era gente di tutte l'età, dai quindici ai quarant'anni. Ed erano tantissimi (90mila in quattro giorni). Tutti molto compresi nel loro ruolo, tutti molto seri, anche quando si mettevano in posa per scattare migliaia di foto con altri personaggi improbabili. Di fronte a tutto questo mi sono sentito improvvisamente vecchio, ma sopratutto incapace di capire tutta questa messa in scena, senza peraltro alcun elemento ludico. Non voglio certo dare giudizi morali o estetici. Vorrei solo capire cosa c'è dietro, se è la voglia di evasione, se la necessità di crearsi un universo parallelo, se è una forma di divertimento fatta senza l'impressione di divertirsi. Boh. Se mai leggessero questo blogghino, consiglio a bravi giornalisti e scrittori come Edoardo Camurri, Aldo Cazzullo o Francesco Piccolo, capaci di ben descrivere e interpretare questi eventi del contemporaneo, di andare il prossimo anno a Lucca. E poi scriverne. novembre 06, 2007
Short people got some reasons -18 /Effetti della fantascienza sulla vita quotidiana dei corti
Quando s’era piccini valevano alcune regole basilari. Se ci regalavano un giocattolo che avevamo già in casa, quello veniva considerato una copia, un doppione, un qualcosa in più che non ci interessava o serviva. E quindi il genitore poteva comportarsi in due modi: tentare di recuperare lo scontrino fiscale per la sostituzione del giocattolo al negozio, oppure metterlo da parte per poi astutamente riciclarlo in altre occasioni verso altri amichetti. Oggi non è più così. Almeno per la mia famiglia. Giorni fa sono andato in un negozio di giocattoli con la persona corta che mi somiglia per comprare un regalo per il compleanno di un altro corto compagno di scuola. Regola numero uno: mai andare in un negozio di giocattoli con la persona corta per comprare balocchi che non siano per lui, a meno che non si abbia in testa una chiara strategia. Essendo però io furbissimo - nonché forte di un glorioso passato da persona corta. Figlio unico, per giunta - decido di comprare per l'amichetto un giocattolo che la persona corta già possiede, nello specifico un pupazzo di IronMan. Ma il corto che mi somiglia riesce anche questa volta a sorprendermi. Persona corta: “Papà, lo vorrei anch’io questo…” Papà furbo: “Stella del cielo, ma tu possiedi già Iron Man, e proprio questo preciso modello” Persona Corta: “Ma questo è il suo clone. Mi serve anche questo adesso per giocare” Papà (che si considerava molto) furbo: "..................” novembre 05, 2007
Duri come i discografici
I dirigenti della EMI, invece di mettersi ad un tavolo per cercare di riscrivere le regole del loro business, fanno la voce grossa e minacciano di licenziare le rockstar che non producono abbastanza dischi. Repubblica novembre 04, 2007
Piccolo ricordo
Si sa che in provincia è assai diffusa la consuetudine di assegnare soprannomi ad amici e conoscenti, soprannomi che poi rimangono per tutta la vita. Gabbiano, Alette, Fiammata, Galera, Screa, Aiuti e Civetta sono solo alcuni soprannomi di persone a me vicine che ricordo. A differenza delle altre regioni, credo che in Toscana anche il soprannome più triviale, non sia mai attribuito in modo offensivo, al punto che anche il titolare se lo porta spesso dietro senza sentirsi umiliato. All’università ho avuto pochi professori che ricordo con piacere e affetto. Uno di questi era chiamato “Sagrestia”, per via di quell’aria buona, modesta e serena tipica di un curato di campagna. Ma aveva una capacità unica di spiegare - e raccontare, direi - la sua materia (Economia Aziendale, non certo una materia simpaticissima). Ed era forse l’unico in tutta la facoltà a spendere del tempo con gli studenti per indirizzarli e orientarli verso il piano di studi a loro più congeniale. Il suo nome era Renzo Corticelli. Lui sapeva che gli studenti e i giovani assistenti (e forse anche i colleghi più anziani) lo chiamavano in quel modo, ma alla fine la cosa non gli dispiaceva, anzi, spesso ci scherzava su. Sapevo che si prestava ad attività di insegnamento oltre l’università, nelle carceri e in altre comunità. Venni anche a sapere qualche anno fa che non stava bene e che aveva lasciato l’università. Solo oggi leggo sul Foglio di sabato sulla piccola posta di Adriano Sofri - che ebbe modo di conoscere la splendida persona che era - della sua morte. novembre 03, 2007
Restano il Gabibbo o la Gabanelli
Gabriele Romagnoli racconta un assurdo 2 novembre italiano in fila all'anagrafe di fronte ad una porta chiusa.
Musica digitale
Come forse avete letto, è stato rinviato il concerto reunion dei Led Zeppelin a causa di un infortunio al dito di Jimmy Page. Ma la questione è oscura, racconta il NYTimes.
You can always get what you want
Purtroppo è finito anche Californication, la serie con David Duchovny trasmessa da Showtime (che pare verrà acquistata da Cult, canale sat di Fox Italia). Qualche altra serie tv Usa da suggerire? novembre 02, 2007
Delicious vinyl
Che il vinile non fosse ancora morto già si sapeva, tempo fa ci scrissi anche un pezzullo. Ma dopo questo articolo di Wired e l'apertura della sezione vinili su Amazon, la cosa si fa molto più interessante (letto sul blog di gparker). E il legno del mio vecchio Thorens è più lucido che mai. novembre 01, 2007
Roba da tumblr
Young people may be shocked to learn that MTV began life as a music channel, one that aired a constant stream of videos with nubile women in scanty clothing. Today, MTV is a "reality" channel featuring the appropriately named Hills and frisky bisexual and ultimate MySpacer Tila Tequila, her claim to fame being that she's an equal-opportunity tramp. The music on MTV is now used to set the mood. Only the women in scanty clothing have remained the same. (Philly.com) ![]() Message in a bag? Avete presente la foto scattata da Annie Leibovitz che ritrae Mikail Gorbaciov, utilizzata da Louis Vuitton per la pubblicità delle propria valigeria? Il NY Magazine ha scoperto che dentro la borsa c'è un oscuro riferimento all'omicidio dell'ex spia russa Alexander Litvinenko. (clicca sulla foto per vederla più grande) NyMagazine |