EmmeBi [un blog leggero]

EmmeBi [un blog leggero]

Il blog di Michele Boroni News prese in rete, personalissime recensioni, riflessioni fuori dalle righe ispirate all'attualità. Trattate con leggerezza, se possibile.
Se vi va scrivetemi emmebi(at)gmail.com
Oppure contattatemi via skype:emmebi68
gtalk: emmebi


Who is EMmeBI:

Talvolta provo a twitterare qui:
CONSIGLI A LAPO e altre storie (la raccolta degli articoli)

LE CANZONI ESTRATTE DALLA TOP 15 DEL 2008 SU EmmeBi//RadioBlog


My FEED by Atom Like/Dislike:1-2-3-4
My 31 songs
Intervista doppia
Intervista singola
I concerti che ho amato
BLOGROLL
Camillo
Wittgenstein
Akille
MacchiaNera
GiovaniTromboni
FreddyNietzsche
Weekendance
Tumblrobba
Non Era Niente
GiudaMaccaBlog
Inkiostro
Miic
SuzukiMaruti
NonSiScherza+
ComincioLunedì
GiorgioValletta
ManteBlog
Copiascolla
MOD Blog
MondoOltro
Squonk
Gokachu
...ma sono vivo…
I-I blog
Polaroid
Smeerch
Mae
MiniMarketing
Leibniz
Danton
Severine
Quarky
Far finta di..
SasakiFujika
FalsoIdillo
ViolettaBellocchio
MediaTrek
STUS
MicroBlogGiallo
Indiessolvenza
Tom
BicchiereMezzoVuoto
SelvaggiaLucarelli
Batt. ricaric.


Extensions:
EmmeBiReview
EmmeBiEditing
EmmeBiAttached
OMD BLOG

Fuffa Network This page is powered by Blogger. Isn't yours?
settembre 30, 2008
 
Against all odds
Da una breve de La Stampa di ieri: Phil Collins sarà l’autore delle musiche del rifacimento teatrale di “American Psycho”.
L’autore del romanzo, Bret Easton Ellis, ha ceduto i diritti del libro pubblicato nel 1991 perché ne venga tratto un musical per Broadway
.
 
Fottiti governo ladro
Lo potete comprare qui
 
Massaia 2.0
Anche sul web prolificano i siti e i blog "how to" con le istruzioni su come svolgere nel modo migliore determinati compiti o ruoli. Tra i tanti c'è anche questo su come pulire le cose.
Ma in realtà questo era solo un pretesto per ricordare Massaia, un blog fantastico (scritto da un maschio, pare) scomparso cinque anni fa. Qui il link per i più giovani.
 
Lupetti
Oggi in prima su Repubblica
(immagine ripresa da Camillo)
settembre 29, 2008
 
Venezia è bella, ma non ci vivrei mai
Io stimo Massimo Cacciari, perché ho l'impressione che le sue dichiarazioni e i suoi interventi siano sempre il risultato di una profonda riflessione, anche se il ruolo che ricopre lo costringe spesso ad azioni e decisioni rapide. Però la sua ultima indignata uscita contro l'articolo dell'inglese John Kay, premiato dall'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, mi è parsa eccessiva. D'accordo, forse era eccessivo anche il premio (ma da quand'è che gli istituti culturali regionali si mettono ad assegnare premi ad articoli di giornale?).
L'articolo di Kay si intitolava Welcome to Venice, the theme park in cui si prospettava l'evidente provocatoria idea di affidare l'amministrazione di Venezia ai manager della Walt Disney. Se si legge con calma l'articolo, si capisce che la soluzione non è quella di trasformare Venezia in Disneyland ma, semplicemente, riflettere sul fatto che una città con 70mila residenti e 19 milioni di visitatori l'anno, forse ha bisogno di una gestione differente rispetto a una normale città.
Del resto l'articolo si conclude con:
Disney is not the best answer: but anything would be better than the squabbles, corruption and delays of Italian politics.
E forse è questo che Cacciari non ha gradito.
 
Broadcast and Do Yourself a Favor
E' un paio di giorni che compro giornali e cerco in rete uno straccio di recensione del concerto di Stevie Wonder a Milano che purtroppo mi sono perso. Niente di niente. Per fortuna che c'è il webduepuntozzero: Su You Tube si trova praticamente mezzo concerto ripreso (qualità non eccelsa, ma va da sé).
Update: anche Andrea c'è stato e ne ha scritto sul suo blog.
settembre 28, 2008
 
Vogliamo conversare?
(clicca sulla foto per ingrandirla)
settembre 27, 2008
 
Un restauro che non puoi rifiutare
E' in uscita in questi giorni un nuovo cofanetto della trilogia de Il Padrino, con i film restaurati arricchiti da scene inedite, nuovi montaggi e dietro le quinte mai visti. Pur avendo già il vecchio cofanetto, toccherà comprarlo.
settembre 26, 2008
 
"E' recitato male"
Io da Sfida senza regole, il nuovo film interpretato da De Niro e Al Pacino, non mi aspettavo niente di ché. Si capisce lontano un miglio che è solo un film di cassetta e di scarso valore artistico.
Uno dei miei Critici Cinematografici di Riferimento lo ha visto e, oltre a dire che il film scimmiotta i polizieschi asiatici, che la storia è scontata, la regia scarsa e che il titolo italiano è, come al solito, demenziale, sostiene l'ultima cosa che io mi sarei aspettato di leggere.
 

Trichechi
The Walrus, magazine canadese piuttosto rinomato laggiù, compie cinque anni.
Douglas Coupland, che disegnò la copertina del primo numero, ha creato questo collage di vecchie copertine del magazine.
(cliccare sull'immagine per ingrandirla)
settembre 25, 2008
 
La peggio cosa
Di canzoni brutte - oggettivamente brutte - ne è pieno il mondo. E va bene così, basta cercare di evitarle.
Più difficile quando le brutte canzoni arrivano prime in classifica (almeno in passato, quando le classifiche valevano ancora qualcosa) e non riesci più a driblarle, e ti entrano in testa, e distrattamente ti ritrovi a canticchiarle (a me successe con la Macarena). Insomma, un incubo.
Su Spike le 10 peggior canzoni che sono diventate #1 (dissento su Bad Day, però)
settembre 24, 2008
 

Dear Good Music
Quando vedo una copertina brutta, è già un buon segno.
Dai Radiohead a Sebastian Tellier fino agli MGMT, i dischi che ho più amato in questi ultimi mesi hanno cover e artwork più respingenti che attraenti, roba che su vinile può seriamente imbarazzare.
Anche il nuovo disco dei Tv on the Radio non si sottrae a questa bizzarra equazione.
E' fa-vo-lo-so, anche meglio dei già ottimi precedenti. Questo forse è ancora più black e pop.
Ci si sente dentro Prince e il David Bowie di Young Americans, i Talking Heads, Peter Gabriel e gli U2 di Achtung Baby, il tutto con un'attitudine moderna, sperimentazione e arrangiamenti per niente banali.
Discone dell'anno. Da comprare o regalare.
 
The Paper
Dopo aver letto questo, non vorrei che ora Il Foglio volesse aprire una sede distaccata in Australia.
 
Life After People
Il canale tv History ha realizzato un interessante documentario dove, con l'aiuto di geologi, climatologi, biologi e molti altri esperti, si prova a simulare come sarebbe il mondo oggi senza essere umani.
Il documentario è stato realizzato utilizzando le ultime tecniche di grafica di videogame.
Dura un'ora e venti, è fenomenale e lo potete vedere interamente qui.
settembre 23, 2008
 
Quella sua maglietta Fila
Su Wired si parla di Kluger Agency e delle altre agenzie di product placements che vendono ai brand gli spazi all'interno delle canzoni.
Nel sito della Kluger c'è qualche esempio.
 
Altri Paradossi
Considerata la situazione finanziaria globale, immagino che anche voi vi sarete confrontati con l'amico che ne sa di più, chiedendo lumi sul futuro e stappandogli qualche dritta su dove riversare i già scarsi risparmi.
L'altro giorno parlavo con un conoscente, responsabile clienti di un'importante private banking, che mi faceva la lista di chi ci rimetterà da questa crisi finanziaria globale, praticamente un po' tutti.
- "scusa, ma c'è qualcuno che ci guadagna?"
- "certo, tutti coloro che si sono esposti molto con quelle banche a rischio di fallimento, e alle quali dovranno dare molto meno denaro di quanto hanno ricevuto".
settembre 22, 2008
 
Stasera
Ormai vedere i reality è diventato come ballare o fumare le canne. Va fatto in compagnia, altrimenti ha poco senso.
Quindi il sottoscritto questa sera visionerà l'Isola dei Famosi in compagnia di amici ai microfoni di Macchiaradio. Stay tuned.
 
Parla con Zoro
Diego Bianchi, il nostro beniamino della blogosfera, sarà uno degli opinionisti nel nuovo programma della Dandini che prenderà il posto di Primo Piano su raitre.
Spero proprio che il format Tolleranza Zoro non si annacqui troppo con il trasferimento in tv.
In ogni caso qui gli si fa un grande in bocca al lupo.
settembre 20, 2008
 
Tele marketing
Francesco Totti, Claudio Baglioni e Raoul Bova sono gli ospiti della prima puntata di C'è posta per te. Pensateci un attimo: ogni ospite va a colpire e soddisfare un preciso target televisivo. Roba che sulla carta potrebbe fare il 40% di share.
 
E' morto il Festivalbar, viva il Festivalbar / 4 - La rivoluzione silenziosa dell'iPod (aka Il Pistolone Finale)
Ormai fuori tempo massimo riprendo il tema della musica da spiaggia, per concludere con quella che ho definito la rivoluzione silenziosa dell'iPod.
A pensarci bene però non sono così fuori stagione, anche perché l'iPod ha modificato realmente in modo di fruire la musica non solo in spiaggia d'estate, ma in ogni mese dell'anno e in ogni luogo. Breve riepilogo: sulla spiaggia ci fu prima il juke box, poi arrivarono i "bimbi" e i vari stereo portatili e, negli ultimi anni, direttamente la musica diffusa dal gestore dello stabilimento balneare. Queste ultime modalità continuano a convivere, anche se oggi a regnare sovrani sono gli iPod e i vari lettori mp3 con le loro belle cuffiette.
Beh, finalmente. Figata, direte. Così grazie al cielo ognuno ascolta quel che vuole al volume che desidera senza rompere l'anima al vicino, converrete.
Tutto vero, per carità. Ma io parto da un presupposto diverso. Per me la musica va condivisa, punto. Va ascoltata ad un volume decente attraverso dei diffusori ben distanziati col woofer che pompa, il tweeter e tutta quella roba lì.. Musica da condividere per essere ballata, cantata, ascoltata attentamente, discussa etc. . Altrimenti uno se la ascolta a casina sua.
Mi rendo conto che la mia è un'estremizzazione. Ma seguitemi per un attimo. Sarà che io son tamarro dentro e quando mi metto le cuffie, se uno mi osserva per pochi secondi capisce perfettamente se non la canzone, almeno il genere che sto ascoltando: muovo la testa, batto il piedino, airizzo qualsiasi strumento. Mi rendo conto, sono un caso limite e anche piuttosto imbarazzante per chi mi sta attorno. Per fortuna che uso poco le cuffiette.
Ma quel che mi sconcerta è che tutti gli altri stanno fermi, immobili, anestetizzati. Allora forse le cose son due: o la massa ascolta musica moscia, omogeneizzata, che non trasmette nessuna vibrazione o energia o forse questo è il caso in cui è il mezzo che influenza il contenuto e la sua fruizione. Cioè, paradossalmente, lo storage dell'iPod, la possibilità di essere fruito direttamente in cuffia, da soli, e il suo ascolto permanente e continuo, trasforma la musica in una semplice colonna sonora, un tappetino che ti accompagna durante le tua giornata, un arredo sonoro, musica da ascensore.
Se così fosse, cioè se tutto questo trasformasse la musica in commodity, si correrebbe il rischio non solo che la gente non vada più a comprare i dischi - cosa che succede già, ma per un'altra serie di concause - ma magari nessuno più si appassionerebbe ad un cantante o a una band, non riterrebbe più una cosa piacevole ed eccitante andare ad un concerto etc.... Una commodity, appunto. Una roba a cui non dare troppo peso. Lo dicono anche le più basiche teorie economiche, quando un bene o un servizio tende ad essere molto disponibile, ottenibile comodamente e con un percepito qualitativo standard e indifferenziata, il valore marginale che gli si attribuisce tende allo zero.
Boh, magari io esagero, ma temo che per qualcuno stia iniziando a essere così.
settembre 18, 2008
 
Riuscirà il nostro eroe...
Il 23 novembre su Fox Usa riparte la tanto attesa settima stagione di 24 (qui il trailer).
Questa volta però Jack Bauer si trova in Africa (letto su Episodi).
 
Baby don't cry
Mi sono ripreso solo da pochi anni dal video di una lacrimosa Sinead O'Connor in Nothing compares 2 U, ed ecco che ora arriva Duffy disperata in un taxi con l'eyeliner che le cola nel videoclip di Warwick Avenue.
Non posso farci niente, quando vedo una donna che piange mi si spezza il cuore.
Se poi canta, prima mi innamoro e poi voglio morire con lei.
 
Prequelismo
Candace Bushnell, autrice di Sex and the City, per battere il ferro prima che si freddi e per sfruttare l'onda GossipGirl e il successo planetario del filone relativo al mondoteen, ha annunciato che sta scrivendo un paio di romanzi (con annessi diritti per cinema e tv) su Carrie Bradshaw ai tempi del liceo.
Pare però che non abbia ancora pronunciato la fatidica frase "I wanna be the new Moccia".
 
Io speriamo che non me la Merlo
Leonardo, trionfale vincitore del Macchianera Blog Award, dice la sua sulla scuola italiana, sulla riforma Gelmini e sul birignao tipico di certi editorialisti che parlano di scuola pensando ad altro.
settembre 16, 2008
 
I buoni e i cattivi
Massimo Bernardi, brillante creatore di Kelablu, il food tabloid del Gambero Rosso (che, secondo me, ingiustamente non ha vinto il Macchianera Blog Award nella sezione blog buongustai), riguardo all'affaire Bonilli fa una sincera riflessione a voce alta su quel che è stato e quel che sarà.
 
Altre storie disoneste
Visto che siamo in tema di lutti, aggiungiamo alla lista anche Stefano Rosso, il cantore del trinomio universale amici-chitarra-spinello.
 
It's the end of Wall Street as we know it
La bancarotta della Lehman Bros mette a serio rischio il modello di business attraverso il quale ha finora funzionato Wall Street. Lo spiega Fortune in modo piuttosto chiaro.
settembre 15, 2008
 
Incontrare vecchi amici per la prima volta
E così è finito il primo Blogfest (precisiamo: quelle a Milano erano delle blogfest(e), mentre questo era un blogfest(ival) ). Fioccano già in rete dettagliati resoconti di ogni tipo (metereologico, contenutistico e di pura cronaca giornalistica) e - ahime - anche delle imbarazzanti foto del sottoscritto, quindi evito la narrazione.
Io mi sono divertito e ringrazio ancora una volta Gianluca e Ilaria per essere stati degli splendidi padroni di casa.
Ovviamente l'occasione era perfetta per dare volto e fisicità alle parole e ai pixel. Mi ha fatto sopratutto piacere vedere blogger della prima e primissima ora che non avevo mai incontrato prima, ma che leggo da sempre. Nove nomi su tutti: Ludik, Livefast, Bellacci, Inkiostro, Viscontessa, Minimarketing, Colas e i premiatissimi Biccio e Iochemipensavo.
Le nuove conoscenze, invece, le noterete nei prossimi giorni attraverso una lenta ma decisa trasformazione del blogroll qui a fianco. Avrei poi da fare altre riflessioni un po' più profonde che, inevitabilmente, un evento come questo suscita, ma le farò nei prossimi giorni.
Ah, ovviamente FabioDeLuca ha vinto a mani basse la sfida a distanza con Dorfmeister. Il suo dj set è stato memorabile.
 
Considera il coccodrillo
Di tutti gli articoli che compaiono oggi sui giornali italiani in ricordo di David Foster Wallace, segnalo quello appassionato di Antonio Monda su Repubblica (ancora non on line): è l'unico peraltro che si è ricordato di quel racconto, scritto in prima persona e contenuto nella raccolta Oblio, che narra del suicidio di uno giovane rampante dal nome Foster Wallace.
Sul Corriere Fernanda Pivano, invece, non perde l'occasione di parlare di Hemingway e Pavese.
Qui lo voglio ricordare con due estratti su tv e 11 settembre che forse riescono a dare un frammento della travolgente lucidità di questo grande pensatore e scrittore che ha deciso di andarsene.
settembre 11, 2008
 
Mante, 5 cents
Innanzitutto qui si fanno i complimenti preventivi a Gianluca Neri e a tutti coloro che hanno collaborato con lui per la preparazione della Blogfest. Comunque vada sarà un successo, diceva quello.
Sull'homepage del Corriere oggi c'è un articolo che parla in dettaglio della blogfest e in cui si racconta l'iniziativa del "geek da passeggio", ovvero aggiunge Neri
«incontri del tutto informali con alcuni blogger italiani esperti su determinati argomenti. Ad esempio, chi ha un problema con la propria connessione domestica potrà chiedere lumi all'esperto di rete Andrea Beggi. O chi vuole capirne di più su blog e dintorni potrà scambiare quattro chiacchiere con Massimo Mantellini».
La pazienza di Beggi è ormai biblica ma, ricordando le celbri strisce di Peanuts, secondo voi quanto può durare Mantellini con persone che gli chiedono continuamente "che cos'è un blog?".
BlogFest 2008: Io ci sono!
 
Twittering plan
In questo articolo di Business Week si sostiene che Twitter, se ben utilizzato, può diventare uno strumento di marketing efficacissimo per le aziende.
settembre 09, 2008
 
Lost in Austen
In realtà solo il titolo varrebbe una menzione. Anche il plot non è male, una sorta di La Rosa Purpurea del Cairo al contrario: giovane donna un po' frustrata sentimentalmente e che adora i romanzi di Jane Austen trova una passaggio segreto nel suo appartamento che la conduce direttamente dentro "Orgoglio e Pregiudizio", scombinando gli equilibri e i ruoli dentro il romanzo della Austen.
La serie è appena iniziata sul network inglese e la trovare dove sapete.
Dopo aver visto l'episodio pilota perfino le austeniane più rigide hanno dato cenni di divertimento (non totale apprezzamento, però), anche perché soddisfa un loro vecchio sogno.
 
Sfida tra dj a distanza (Indeepand vs Weekend)
Un po' come successe anni fa tra Fatboy Slim e Armand Van Helden, il prossimo sabato si ripresenta un'altra sfida tra deejay pesi massimi, questa volta però a distanza.
All'arena civica di Milano si esibirà Richard Dorfmeister (già, quello del celebre duo degli anni 90 K&D) all'interno di Indeependance, un mega progettone-carrozzone-multi-artymediale che neanche gli organizzatori sanno ancora spiegare cosa sarà; a Riva del Garda, invece, Fabio Weekendance De Luca suonerà i suoi dischi alla BlogFest, che invece si sa definire molto bene da sola.
Non so chi vincerà, so solo che il titolare di questo blogghetto ballerà a Riva Del Garda.
BlogFest 2008: Io ci sono!
settembre 07, 2008
 
Camerette dismesse, vecchi giornali e brodi di cottura
Ogni volta che vado a casa dei miei non posso fare a meno di dare un'occhiata alla mia vecchia camera che ora è adibita a "stanza degli armadi", come dice eufemisticamente mia madre, ma che in realtà è diventata uno pseudo sgabuzzino in cui viene ammassato tutto ciò che non trova posto nelle altre stanze, dai cambi di stagione ai libri ricevuti in regalo e mai aperti (a proposito, cosa è diventata la vostra cameretta?).
Scavando tra i vari strati della roba ammassata riesco sempre a trovare madeleine della mia adolescenza: oggetti, foto, libri, diari e collezioni di giornali. Spesso passo delle ore a sfogliare a caso tra l'intera collezione di Cuore (ormai diventata di color giallognolo), i cento numeri di Rockstar, Tuttifrutti (formato Reader's Digest), Mucchio Selvaggio e Velvet. Quest'ultimo, forse l'ho già detto in passato, è uno di quei pochi giornali a cui sono legato e che raccontano perfettamente la mia formazione musicale e culturale dei tardi '80 e primi anni '90.
Ieri mi sono messo a sfogliare proprio questi numeri e mi sono reso conto che l'interesse e l'emozione nel leggere quegli articoli non si è mitigato. Di quel giornale, che ha avuto pochi anni di vita, mi piacevano sopratutto quei lunghi articoli tematici (che aveva anche il Mucchio, peraltro) in cui si incrociavano generi musicali, cinema e letteratura. Uno di quelli secondo me più capaci a intersecare bene i vari piani era Maurizio Bianchini, un giornalista a cui sono grato per avermi fatto conoscere e apprezzare tra gli altri John Irving e John Fante, il cinema di Cassavetes, le cose più sconosciute di Altman e certo rock minore americano. Non ho più letto nulla scritto da lui, così mi è venuta la curiosità di sapere cosa legge o ascolta o consiglierebbe adesso. Così ho fatto una ricerca approfondita su internet: Bianchini non si occupa più di mescolare su carta musica, cinema e letteratura, adesso abbina altri ingredienti. E pare anche con successo.
E' lui, ne ho le prove.
settembre 06, 2008
 

"Le cose cambiano, cambieremo anche noi"
Premetto nel dire che ho pochissima fiducia nei dati Audiradio (per metodologia e approccio), però essendo questi gli unici dati di mercato ufficiali e riconosciuti per capire le performance di ascolto delle radio italiane, facciamocene una ragione.
Nell'ultima rivelazione - quella relativa al 4° bimestre (giugno-luglio) - ci sono stati parecchi capovolgimenti di fronte. Le radio più generaliste RTL, RDS e 105 hanno aumentato considerevolmente gli ascolti (le prime due si trovano ora in prima e seconda posizione nel giorno medio), grazie anche a campagne pubblicitarie piuttosto visibili. Deejay e Radiodue invece hanno perso parecchio (circa 600.000 ascoltatori la prima e 700.000 la seconda, rispetto al bimestre precedente). A me personalmente dispiace molto leggere questi dati.
Dispiace sicuramente di più a Linus, direttore artistico di Deejay, che non si nasconde dietro il silenzio, ma che coraggiosamente scrive immediatamente un post sul suo blog, in cui prova a capire i motivi di questo vistoso calo e si impegna (purtroppo) a cambiar formula.
Sarà difficile ora per Linus e soci ripetere la campagna che ha contraddistinto le passate stagioni: "Prova a prenderla".
settembre 05, 2008
 
Consigli per un blockbuster
Non sarebbe una cattiva idea fare un remake di Attenti a quei due - la serie con Tony Curtis e Roger Moore - facendola interpretare alla coppia Clooney/Pitt (uffa, sempre loro. Sì, sempre loro). Non sarebbe certo un film da storia del cinema, ma dagli incassi stratosferici.
settembre 04, 2008
 
Fatelo scendere
Ieri mattina ho comprato il Corriere e con esso il Magazine allegato, quello con in copertina l'ennesimo articolo su come è cambiata la lingua italiana al tempo degli sms e internet. Vedo che tra i collaboratori del numero c'è Gaetano Cappelli: dopo due mesi di citazioni continue dei suoi libri da parte di Antonio D'Orrico è il minimo (che poi, per carità, va benissimo così. Sto leggendo il suo Parenti lontani che è ottimo, ed è proprio in questo romanzo in cui si parla di Madonna, oggetto del suo pezzullo sul Magazine).
Poi vedo che c'è un altro articoletto iniziale firmato da Maurizio Costanzo: provo a leggerlo, parla di aerei e "di disastri di bassa stagione". Leggo.
"Fateci caso: i disastri aerei con un numero esagerato di vittime segnano in genere l'inizio della bassa stagione" (mah, il disastro di Madrid è avvenuto il 20 agosto, non così bassa stagione, ma comunque..)
"Come spesso, muoiono le persone che devono risparmiare sul viaggio, sulla mezza pensione, sul gelato sì, gelato no. Queste compagnie sottocosto hanno aeromobili con modesta manutenzione e spesso ai comandi piloti inclini all'alcol e in età avanzata" e via di questo passo.
Ecco, io non sono il tipo di persona che, specialmente d'estate, legge quattro quotidiani al giorno e guarda tutti i tg, cosa che credo Costanzo faccia abitualmente ma, nonostante tutto, nei giorni successivi alla tragedia ho sentito ripetere fino allo sfinimento alcune cose: che la Spanair non è una compagnia low cost e, anche se lo fosse, non è vero che le compagnie low cost risparmiano sulla sicurezza e sulle manutenzioni (gli standard di sicurezza sono uguali per tutti), bensì su tutta una serie di costi accessori di servizio e per una diversa organizzazione del personale, e che magari sono proprio le compagnie low cost che hanno flotte aeree più recenti, proprio per risparmiare sul carburante. E poi questa storia dei piloti ubriaconi non si capisce da dove l'abbia tirata fuori. Va poi ricordato a Costanzo che tra i piloti di aeromobili l'anzianità è sinonimo di maggiore esperienza, sicurezza e responsabilità; in tutte le compagnie aeree affidano tratte minori ai piloti più giovani.
Sono io il primo a sorprendermi di questo accanimento che ho contro Costanzo, ma credo anche che oggi questo tipo di disinformazione sfacciata non sia più tollerabile.
 
Gli occhi agrodolci del cuore
Tra pochi giorni inizierà sulla Rai Agrodolce, la soap opera quotidiana voluta fortemente da Giovanni Minoli e che, nello scorso mese, ha fatto scoppiare un sapido battibecco tra lo stesso Minoli e Aldo Grasso. Credo che l'operazione costruita da Rai Educational, finalizzata nel trasformare Termini Imerese, un tempo centro industriale chiave degli stabilimenti Fiat, come il "nuovo polo della fiction italiana" sia ambiziosa e impegnativa. Non voglio fare come Grasso che si ostina a paragonare le soap opera italiana con le serie tv americane. E non perdo neanche il tempo a spiegarvi il perché.
Però è già un paio di volte che mi capita di vedere il trailer di "Agrodolce" (che non trovo online) e ogni volta penso che sia il trailer di qualche nuovo programma comico che fa la parodia delle soap opera. Fotografia smarmellata ("apri tutto" direbbero a Boris), personaggi da macchietta, recitazione e dialoghi improbabili.
Più la vedo e più mi inquieto: speriamo sia solo un abbaglio da un minuto.
 
Like a Absolute
Alcuni post fa, nei commenti, notavamo come Virgin Radio con la sua formula semplice e senza troppe sovrastrutture, era riuscita in poco più di un anno ad avere una sua interessante fetta di ascolti.
Giunge ora la notizia che in Inghilterra Virgin Radio Uk cambierà nome in Absolute Radio. Sarà un processo graduale che si concluderà entro l'autunno; in questi due mesi è prevista una potentissima campagna multipiattaforma per comunicare il passaggio del nome e anche un nuovo approccio della radio sul mondo del music biz. Dietro questa decisione pare ci sia la consapevolezza, supportata da decine di ricerche, che il marchio Virgin non abbia più alcun appeal in campo musicale e sul target giovani.
settembre 02, 2008
 
Il rischio di sbilanciarsi troppo a sinistra

Entrambi sullo stesso lato del gommone.
E meno male che si definisce uomo di mare (trovato qui)

 

I'm going down 2 Alphabet Street
Chi tiene persone corte a carico sa che i lunghi viaggi in macchina possono essere particolarmente deleteri.
Per far passare il tempo agli occupanti dei sedili posteriori si è soliti inventare i peggio giochini.
Uno dei più popolari nella famiglia EmmeBi è quello di trovare le varie lettere dell'alfabeto nelle scritte delle macchine, nelle targhe o nei cartelli sulla strada.
Il fotografo Eric Tabuchi, che molto probabilmente viaggia molto e trasporta dietro di sé persone corte che lo assillano, si è ispirato a questo ruzzino per creare questa bella composizione fotografica chiamata "Alphabet Trucks".
(clicca sulla foto per ingrandirla)
settembre 01, 2008
 
Amici miei
Qui l'articolo di Slate sul perché John McCain ha il vizio di dire continuamente "my friends" nei suoi discorsi.
 
"Devo proprio raccontarti cosa mi è successo..."
Ho lavorato per tredici anni in diversi uffici - nove dei quali in open space - e devo ammettere che certe volte provo nostalgia per quel clima di cameratismo un po' cazzone che si respira in quegli ambienti.
Ma mai come in questi giorni sono felice di lavorare da solo e non dover per forza ascoltare noiosi e poco interessanti racconti di (dis)avventure vacanziere da parte di entusiasti colleghi.


Locations of visitors to this page