EmmeBi [un blog leggero]

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Il blog di Michele Boroni News prese in rete, personalissime recensioni, riflessioni fuori dalle righe ispirate all'attualità. Trattate con leggerezza, se possibile.
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aprile 28, 2009
 
Sono io che me ne vado in libreria

Da che mondo è mondo, i libri (specie se romanzi e opere prime) degli amici si vanno a comprare.
E c'ha pure un sito tutto suo!

Update: Il libro è davvero bello, lei scrive divinamente e poi ha anche delle idee di Customer Relationship Management niente male.
aprile 27, 2009
 

"Il das? No, il pos… chiama “coso”, quello che fa internet”
In Italia le grandi agenzie pubblicitarie hanno sempre avuto un brutto rapporto con internet, sia come mezzo creativo che come media per comunicare i propri lavori. Forse è anche per questo che qui da noi è davvero difficile trovare delle belle campagne create per la rete, come si vedono negli Stati Uniti o nel nord europa. Internet per i creativi pubblicitari e per chi pianifica viene ancora visto come un mezzo minore, marginale e a supporto del "film" (chiamatelo spot o commercial, per favore) o della campagna stampa.
L'atteggiamento snob delle agenzie pubblicitarie italian nei confronti di quello che, volenti o nolenti, sarà il mezzo principe della comunicazione (hey, in verità lo sarebbe già adesso ...) è chiaro e più che evidente nella scelta della D'Adda, Lorenzini, Vigorelli BBDO di creare il proprio sito ideando un'interfaccia ispirata alle vecchie schermate ms-dos, poco usabile e impenetrabile ai più.
Il blog I Love Clients ha ipotizzato un divertente dialogo tra due giovani creativi yeah dell'agenzia.
 
The Last Supperstudio
In tempi non ancora sospetti, tre anni fa, si erano segnalate qui le prime avvisaglie del declino del fuorisalonedeldesignmilanese. Quest'anno un paio di segnali evidenti hanno reso palese la vacca totale della manifestazione.
Lo racconta in modo mirabile Fabio De Luca sul suo tumblr e con un titolo che non posso fare a meno di citare.
aprile 23, 2009
 
Musi'a Elettroni'a
Il prossimo luglio all'Italia Wave di Livorno (ex - Arezzo Wave) ci saranno i Kraftwerk e Aphex Twin.
aprile 22, 2009
 
E non se ne vogliono andare..

Il fotomontaggio definitivo della nuova campagna dei DS è della Fondazione Daje.
(ehm, il lapsus non era voluto. C'è lo zampino di Freud, suppongo).
aprile 21, 2009
 
I Bitors ciavevano la ’abina ai Bagni Fiume
Galvanizzati dalla vittoria di Matteo Becucci a X-Factor, quelli della redazione livornese del Tirreno han deciso oggi di trasformare il giornale nel Vernacoliere, ospitando un articolo in vernacolo scritto da Claudio Marmugi.
In altre situazioni, da livornese, avrei trovato tutto questo piuttosto imbarazzante, ma il pezzo è davvero divertente, quindi copioincollo qui.

Livorno come Niu Yorke Siamo la città de’ famosi

Boia dé! Come sempre, Livorno è ir centro der mondo.
Ciampi che è stato in assoluto uno de’ migliori Presidenti della Storia della Repubblica, Karima che spacca a Sanremo, ir Becucci che vince X-Factor, ir Ruffini che fa i firmi di Natale e di Pasqua, ir Virzì che è uno de’ più grandi registi der cinema italiano, Migone che fa ride’ abbestia a Zeligghe, Bobo Rondelli che è l’urtimo vero grande cantautore der mondo - ci manca di scoprì che i Pink Floyd erano der Pontino, i Bitors ciavevano la ’abina ai Bagni Fiume, Pippobaudo friggeva i frati dar frataio, i Rollinstons rotolavano da Montenero e che Fiorello è spuntato su’ pratini di San Jacopo e poi siamo apposto.
Non si scoprirà mia anche che Berlusconi vogava ner Venezia?

Come farebbe ir mondo, mi chiedo, senza Livorno?
Città d’artisti, d’intellettuali, di spaccascurregge, miscuglio di razze, Livorno è la Niu Yorke der Mar Tirreno - una fucina creativa dove c’è tutto e’un c’è nulla, o come dice qualcuno, “di ver che c’è’un manca nulla”.
Aperti, estrosi, garosi, bardanzosi, sempre pronti a mettessi in mostra - i livornesi son spontanei e naturali come pòi artri popoli ar mondo e questo colpisce molto chi vien da fòri o a chi ci vede all’opera e’un è di vì. Così, con assoluta semplicità, s’affascina le platee, si conquista le televisioni, si buàno gli schermi, si rubano le bicigrette.

In più, siccome voglia di lavorà se n’è sempre avuta poa (io per primo), siamo sempre riusciti a cortivà le nostre passioni, siano state esse ir mare o ir canto, ir carcio o ir teatro - chi più chi meno, s’è sempre portato avanti i nostri sogni.
Daidai, qualcuno di vesti sogni, ogni tanto (come ner caso der Becucci ora), se Dio vòle, s’avvera. Segno che vive’ e sceglie di rimané a Livorno per la’arriera artistia, non è’nfangante o’nfamante o limitante come qualcuno sostiene.
Se uno è bravo, è bravo dappertutto. È vero, ir Becucci è dovuto andà fino alla Rai - che non è certo’n città.
Si, ma è solo questione di tempo.
Aspettate. Quando Livorno sarà Capitale d’Italia, la Rai la metteranno vì e si farà tutto da Via Grande senza dovessi allontanà dal mare!
 
Milano is burning
Lo scorso anno scissi un articolo, che pubblicò la rivista 7th Floor, in cui invocavo un necessario periodo di recessione per il mondo del design, perché tornasse ad essere un territorio di progettazione e non solo la parolina magica legata a lifestyle, moda e marketing yé-yé.
Quella che era una provocazione è ora una realtà.
Domani inizia a Milano il Salone del Mobile e, con esso, il FuoriSalone, da molti chiamato la settimana pazza del design (delle edizioni passate ne parlai sul Foglio qui, qui e qui).
Vedremo quel che succede. Alcuni segnali ci dicono che poco è cambiato, altri traducono meglio la contemporaneità.
aprile 20, 2009
 
La si fa facile (c'est plus facile)
Oggi il Corriere dedica ben due pagine nel commentare i risultati del progetto varato da Sarkozy meno di tre mesi fa che, sostanzialmente, aboliva gli spot pubblicitari dalle tv di stato francesi nelle fasce serali e notturne. Gli obiettivi del decreto erano molteplici, sia editoriali (la creazione di una tv di stato tipo BBC) che economici.
E' ovvio che per valutare le performance c'è bisogno di un intervallo temporale più vasto di tre mesi, tanto più se questi sono stati funestati da una crisi economica che ha avuto riflessi pesanti sugli investimenti pubblicitari. Invece Segantini e Grasso se ne fottono e snocciolano i loro dati e giudizi con linguaggio ampolloso che nasconde però una sconcertante superficialità di analisi e un certo uso strumentale delle parole.
Anche Mantellini segnala l'articolo ed è interessante vedere come i commenti al post sottolineino la complessità della questione, utilizzando l'approccio inverso da quello usato da Aldo Grasso, cioè con un linguaggio semplice e diretto.
Aggiungo i miei 5cents alla questione: il problema del rapporto tra pubblicità e tv, non sta tanto la presenza fisica della pubblicità all'interno dei programmi tv - per quanto una regolamentazione può essere necessaria - ma sul brutto vizio di valutare i programmi tv con metri e strumenti usati per la pubblicità. In Italia si chiama Auditel, in Francia Médiamétrie, negli USA Nielsen.
Si fa presto a dire, in modo fumoso e pernicioso, che "la pubblicità genera buoni prodotti".
 
Cose belle in tv
aprile 19, 2009
 
Il Carrozzone Italia
Leggendo l'editoriale di Gian Antonio Stella oggi sul Corriere (e il reportage allegato) mi viene da riflettere che se in queste settimane abbiamo forse visto il meglio dell'Italia (solidarietà etc...) nei prossimi mesi, con la ricostruzione, c'è il rischio di vedere il lato più meschino.
Un breve estratto del pezzo di Stella su ciò che è successo in passato.
Perché, sul fronte della co­siddetta «economia della ca­tastrofe», ne abbiamo viste di tutti i colori. Due esempi? Li racconta Luciano Di Sopra, l'architetto che firmò la relazione sui danni del terremoto e il pia­no di ricostruzione in Friuli. «Primo caso: dopo la scia­gura del Vajont il governo concesse alle vittime dell'on­da che aveva spazzato via Longarone una serie di bene­fici tra cui l'esenzione plu­riennale dalle tasse e come fi­nì? Che la licenza d'una botte­ga di alimentari di Erto fu ce­duta, compresa la preziosa esenzione in allegato, a un grande supermercato di Li­gnano Sabbiadoro, a 120 chilometri di distanza, sul mare. Secondo caso: quale fu il co­mune che chiese il più alto risarcimento danni in rappor­to agli abitanti per il terremo­to in Irpinia del 1980? C'è chi risponderà: Sant’Angelo dei Lombardi. No: Maratea. Che stava a più di centoquaranta chilometri dall'epicentro»
 
Com'è che si dice..? Trasformare un problema in opportunità?

E' un fake, si intende... i veri sono qui.
Potete creare il vostro personale cartellone dell'UDC , grazie a questo generatore ideato da Paul The Wine Guy.
aprile 16, 2009
 
Nomen Omen
Il presidente degli editori italiani (Fieg), Carlo Malinconico, ha anticipato ieri a Milano le stime del 2009 del settore definendole "molto gravi". Calo dei fatturati editoriali, delle diffusioni ma, sopratutto, delle raccolte pubblicitarie che per molti giornali nel primo trimestre 2009 ha raggiunto il -60%.
aprile 13, 2009
 
Morgan furbo da legare
E fu così che Morgan fece il colpaccio: capitalizzando il consenso e il successo di X Factor, superando a destra i concorrenti del programma, ecco che se ne esce con il suo bel disco di cover. Attenzione però, non è un classico dischetto di rifacimenti dicanzoni celebri come potrebbe fare una Pausini o un Carboni qualsiasi.
Italian Songbook vol 1 ha il suo bel cotè intellettuale e ripercorre le orme del suo maestro Battiato che ha già affrontato il tema con l'operazione Fleurs. Qui siamo dalla parti del ripescaggio delle tradizioni della bella musica italiana da esportazione: ecco quindi una manciata di canzoni di Bindi, Paoli, Modugno, Ciampi ed Endrigo eseguite sia in italiano che in lingua inglese.
I modelli di riferimento vanno dai brillanti progetti di ripescaggio di Ry Cooder all'operazione nostalgia di Richard Hawley. Nonostante la confezione furbetta, il disco è gradevole. Morgan gigioneggia qua e là ma, specialmente nelle versioni in inglese, riesce a rendere le canzoni credibili e, a suo modo, contemporanee.
E poi solo la scelta di inserire "Qualcuno tornerà" di Piero Ciampi si merita, da sola, almeno tre stelle.
aprile 12, 2009
 

Il problema della lettura è che non finisce mai
E' uscito in questi giorni per Guanda il nuovo libro di Nick Hornby dall'efficace titolo Shakespeare scriveva per soldi in cui l'autore di Alta Fedeltà nel recensire a suo modo i libri che ha letto, scrive un saggio sulla lettura. Se volete farvi un'idea potete leggere gli articoli che Hornby scrisse su The Believer e tradotti da Internazionale e che rappresentano una parte fondante del libro.
Oppure questa intro pubblicata su Repubblica.
Buona Pasqua (si dice così, no?).
aprile 08, 2009
 
Sharellaggio
aprile 06, 2009
 
Sulle chiacchiere e sul fare
Io credo che in questo momento bisognerebbe stare solo in silenzio e fare. Fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità. Donare sangue, mettere in contatto le persone, offrire ospitalità se nei dintorni, fare una donazione, utilizzare i blog e i social network nel modo migliore. Fare.
I discorsi sulle previsioni fatte post, sul fatto che si poteva allertare la popolazione nei tempi giusti, tutte queste chiacchiere sono irritanti, fanno perdere tempo, energia e, peggio ancora, voglia di fare.
Ma già che siamo qui, forza, parliamo. Mettiamo il caso che si potesse prevedere una forte scossa, così, senza la matematica certezza e senza sapere con esattezza il centro del sisma. Ecco, cosa avreste fatto voi? Avreste fatto evacuare un'intera città come L'Aquila e i paesini limitrofi? E in che modo? Con quali priorità? Come avreste saputo gestire l'inevitabile panico dell'intera popolazione? Quanto sarebbe durata tutta questa operazione?
Diamoci da fare, sù.
aprile 02, 2009
 
Milano: Ragazzi (tristi) con chitarra e piccolo xilofono in Piazza Fontana
I ragazzi di Pronti Al Peggio, giunti al termine della loro prima fortunata 'stagione', hanno deciso di pubblicare un po' di outtakes, video mai messi online, e di farli anticipare ad alcuni amici. Io dovrei essere il primo.
Il video in questione è una versione "piazza delight" di Ragazzo Triste di Patty Pravo eseguita dagli Amor Fou, eseguita con chitarra e uno xilofono giocattolo (strumento che, se saputo suonare con la giusta attitudine, è straordinario: lo voto come the new sad cowbell).
Da notare ad inizio canzone un paio di voci che intonano più di una volta un surreale "Italia Uno".

Piazza Delight: Amor Fou - Ragazzo Triste (Patty Pravo cover) from prontialpeggio on Vimeo.
 

Danni all'immagine
Però un'attrice di un certo livello non può, nel bel mezzo della programmazione di una serie tv dove interpreta una temutissima avvocato newyorkese, compiere queste performance grottesche.
Tutta la credibilità va a farsi fottere.
Beh, ecco, Patty Hewes non mi fa più paura.


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